PROBIOTICI
Si devono intendere quei microrganismi che, introdotti con l’alimento,
siano in grado di raggiungere l’intestino in condizioni di vitalità
ed esercitare una azione salutistica
Caratteristiche dei microrganismi probiotici
I microrganismi per essere considerati probiotici devono soddisfare i
seguenti requisiti:
• essere di provenienza intestinale. I microrganismi probiotici
devono essere normali componenti della microflora dell’intestino
umano in condizioni di salute;
• essere assolutamente sicuri per l’impiego nell’uomo
senza causare effetti collaterali specialmente in pazienti debilitati
o immunocompromessi;
• essere attivi e vitali alle condizioni ambientali che sono presenti
a livello intestinale (35);
• essere resistenti ad un basso pH, al succo gastrico, alla bile
ed al succo pancreatico;
• essere in grado quindi di persistere, almeno temporaneamente,nell’intestino
umano (24);
Inoltre i microrganismi probiotici possono avere attività nel:
• sintetizzare sostanze ad azione antimicrobica. La possibilità
di sintetizzare sostanze ad attività antibatterica come batteriocine,
sostanze con azione simile alle batteriocine, acido lattico e perossido
di idrogeno conferisce ad alcuni microrganismi una vera e propria attività
antimicrobica diretta;
• stimolare la risposta del sistema immunitario intestinale (GALT:
Gut Associated Lymphoid Tissue) per proteggere, in maniera indiretta,
l’ospite dall’insediamento e/o dal raggiungimento di livelli
numerici pericolosi da parte dei germi patogeni presenti nell’intestino.
E’ stato dimostrato che alcuni batteri sono in grado di aumentare
il titolo di IgA, di aumentare l’attività macrofagica, aumentare
il numero di cellule killer, cellule T, interferone ed interleuchine;
• migliorare e stabilizzare la funzione di barriera intestinale
(es. costituzione di un biofilm protettivo, diminuzione della permeabilità
intestinale, ecc.) (4, 5).
Le caratteristiche sopra indicate sono riscontrabili in singoli ceppi
delle varie specie e non sono di per sé estendibili a tutti i membri
di una specie. E’ necessario che gli effetti benefici attribuiti
ai ceppi siano, prima del loro impiego, clinicamente validati e documentati
(44).
I microrganismi probiotici sono rappresentati da tre gruppi di batteri:
lactobacilli, bifidobatteri e altri; per l’elenco completo vedi
il sito: http://www.ministerosalute.it.
N.B.: Secondo il Ministero della Salute quindi i batteri sporigeni non
sono classificabili come probiotici siano essi Bacilli (Pumilus, Clausii,
Cereus, Subtilis, ecc.) oppure il cosiddetto “Lactobacillus Sporogenes”
la cui classificazione è chiaramente errata in quanto i lattobacilli
sono per definizione non sporigeni.
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